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Il territorio

Il territorio


È stato detto di Olmo che rappresenta visivamente il legame indissolubile tra Langa e Liguria, tra collina e mare: un crinale che sembra un promontorio, una terra tufacea ricca di conchiglie e di fossili marini, una brezza che si trasforma in scirocco, il marein. Se cercate il miglior panorama della Langa Astigiana, andate a Olmo in un tramonto d'autunno. Non nel paese, ma prima, all'inizio della discesa nei pressi della chiesina dell'Addolorata da dove si di parte il bivio che porta alla cresta di Langa e al Puschera. Un velo di nebbia occupa le vallate ed esalta i profili delle colline che si susseguono infinite, giù fino al Mombarcaro lontano, alle Alpi di Mondovì e di Ceva, al Monviso, alla Francia.

E in primo piano la mole scura del castello con la sua torre di vedetta, in una scena di struggente romanticismo. Non hanno scelto a caso i Vescovi di Acqui quattro secoli fa quando decisero di fissare in Olmo il luogo delle loro ferie estive; e per godere fino in fondo di questo eccezionale spettacolo naturale nel ricostruito castello ricavarono sul lato posteriore una duplice loggia di pietra, da dove osservare, riparati dal vento, l'ultimo orizzonte, rassicurati dalla presenza amica delle vicine torri di San Giorgio e di Perletto.
Il borgo è tutto lì: la chiesa, il municipio, il castello in fase di avanzato restauro, la trattoria di Geminio che ormai è un'istituzione deIla gastronomia di Langa. Eppure Olmo riserva altre sorprese: provate a scendere giù per la strada tortuosa fino ai Lavagnini, dove si sono conservati i più antichi esempi di cascina di tutto il territorio, grandi case squadrate coperte di ciape scure che recano sugli stipiti deIle porte date remote risalenti al XV e al XVI secolo. Lì c'era il primitivo paese, suIla via ancora praticabile che portava a Sant'Antonino di Perletto e a Cortemilia.

Passarono i Francesi e lo distrussero, costrinsero la gente a trasferirsi in alto, vicino alla torre, ma lasciarono queste testimonianze preziose accanto aIla piccola chiesa di San Martino, oggi ridotta neIle dimensioni per l'abbattimento del grande portico sotto cui trovavano riparo mercanti e peIlegrini.

Siamo suIle vie del sale, delle acciughe, di Roma e di Santiago. Da questi sentieri isolati e scoscesi è passata la storia e qualcosa è rimasto neIl'aria.